Casse di previdenza professionali, al via la richiesta del bonus di 600 euro. Pubblicato il decreto

Pubblicato il


Casse di previdenza professionali, al via la richiesta del bonus di 600 euro. Pubblicato il decreto

L’incertezza di milioni di professionisti iscritti alle Casse di previdenza private circa l’ottenimento del bonus di 600 euro si è sciolta nella giornata di ieri.

Dopo un primo momento in cui la richiesta dell’indennità sembrava compromessa dalla mancanza ufficiale del decreto interministeriale Lavoro-Economia, firmato il 28 marzo 2020, la pubblicazione dell’ultima ora del provvedimento ha consentito anche ad oltre 180mila professionisti di inoltrare la loro istanza.

Si tratta di medici, avvocati, commercialisti, ragionieri, infermieri, psicologi, ingegneri architetti, solo per citarne alcuni, che a partire dalle ore 12,00 di ieri, hanno letteralmente preso d’assalto le varie piattaforme telematiche predisposte ad hoc dai rispettivi Enti per inoltrare la domanda.

Ciò perché, per gli iscritti alle Casse il plafond a disposizione, a valere sul Fondo per il reddito di ultima istanza, è di 200 milioni di euro; cifra sufficiente per soddisfare poco più di 333 mila richieste e, quindi, molto probabilmente tale da non coprire tutte le richieste che perverranno. Secondo le stime di Confprofessioni, infatti, i potenziali fruitori sarebbero almeno 900 mila; per gli ordinistici, quindi, si prospetta una sorta di lungo click-day.

Bonus di 600 euro anche senza il requisito della regolarità contributiva

La versione definitiva del decreto interministeriale con le istruzioni per l’erogazione del bonus di 600 euro ai professionisti ha previsto alcune importanti modifiche rispetto alle bozze in circolazione.

Confermati i requisiti di accesso al sostegno al reddito che sarà riconosciuto ai lavoratori che abbiano percepito, nell'anno di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35mila euro o, ai lavoratori che abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020, rispetto allo stesso reddito del primo trimestre 2019, sempre a causa del Coronavirus.

Tra le novità di non poco conto, invece, l’eliminazione del criterio della regolarità contributiva per poter accedere al beneficio.

Inizialmente il comma 3 dell'articolo 1, del Dm recitava: “L'indennità è altresì corrisposta a condizione che il soggetto richiedente abbia adempiuto agli obblighi contributivi con riferimento all'anno 2019”.

Questo periodo è stato poi soppresso, per cui l'indennità di 600 euro potrà ora essere erogata anche senza la certificazione della regolarità contributiva e i soli requisiti da verificare da parte delle Casse professionali saranno quelli di natura reddituale.

Tuttavia, restano ancora alcuni punti dubbi: in primo luogo, non è chiara la situazione delle partite Iva aperte nel 2019, che non hanno un reddito maturato nel 2018 da poter presentare. Alcune Casse, come quella forense, hanno annunciato di fare rientrare tali professionisti nella platea dei beneficiari, perciò le domande potranno essere inviate anche se poi non è sicuro l’esito del pagamento. Diverso il discorso per i praticanti di tutte le Casse che, invece, risultano esclusi perché non versano ancora i contributi all’ente privato di riferimento per cui non avranno alcuna misura di sostegno.

Il boom di richieste del bonus di 600 euro manda in tilt il sito INPS

Già dalla notte del 1° aprile, migliaia di intermediari e privati cittadini hanno provato ad accedere al sito dell’INPS per richiedere le diverse prestazioni previste: la cassa integrazione guadagni, i congedi parentali e il bonus di 600 euro. In pochissime ore le richieste pervenute hanno superato quota 300mila, con picchi elevatissimi nel corso della mattinata, tanto che dopo continui rallentamenti e completi blocchi del portale, il presidente INPS Tridico ha deciso di chiuderlo momentaneamente fino alla metà del pomeriggio di ieri.

A ciò si è aggiunto anche un altro grave problema: l’attacco di hacker, che avrebbero prodotto bug informatici.

Per ovviare ad ulteriori malfunzionamenti anche nei prossimi giorni, l’INPS ha deciso che a partire da oggi, 2 aprile 2020, l'accesso ai servizi telematici dell’Ente di previdenza sarà contingentato in base ai seguenti orari giornalieri:

  • dalle ore 8,00 alle ore 16,00 i servizi saranno disponibili per Patronati e Intermediari abilitati, che potranno operare secondo le consuete modalità di accesso;

  • dalle ore 16,00 alle ore 8,00 i servizi saranno disponibili per i cittadini, che potranno operare utilizzando le credenziali di accesso attualmente disponibili.

Allegati Anche in
  • edotto.com – Edicola del 1 aprile 2020 - Professionisti iscritti agli Ordini, atteso il decreto col bonus 600 euro – Moscioni