Liberi professionisti, integrativo al 4% anche se lavorano per la P.a.

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In risposta ad una interrogazione proposta alla Camera dal deputato Antonino lo Presti, il viceministro del lavoro, Michel Martone, ha precisato che anche le pubbliche amministrazioni sono tenute a pagare al professionista il contributo integrativo al 4% e non al 2%.

Finora, l’interpretazione offerta dal ministro dell’Economia alla legge “Lo Presti”, che dal luglio 2011 ha fornito la possibilità ai liberi professionisti di aumentare la loro pensione attraverso l'utilizzo di una parte del contributo integrativo riconosciuto in fattura dal cliente al momento di liquidare una prestazione professionale, era stata in senso contrario.

Infatti, il ministero dell’Economia aveva previsto il doppio binario per i liberi professionisti, con contributo integrativo al 4% se le lavorazioni erano svolte per un privato e con contributo al 2% per quelle rese nei confronti della P.a..

Il ministero del Lavoro ha tenuto ad offrire una rivisitazione della precedente interpretazione. Sono, infatti, intervenuti due fattori che hanno portato ad una rilettura della Legge n. 133/2011. In primo luogo, sono stati aboliti i minimi tariffari e, poi, è stata più volte evidenziata l’incostituzionalità della discriminazione di alcune categorie professionali rispetto ad altre, quando sono sostanzialmente impiegate in lavorazioni simili.

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