Procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico

Pubblicato il 01 marzo 2014 Il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella seduta del 28.2.2014, un decreto legislativo di attuazione della Direttiva europea 2011/98 relativa:

- ad una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi ExtraUE di soggiornare a fini lavorativi nel territorio di uno Stato membro, al fine di semplificare le procedure di ingresso e di agevolare il controllo del loro status;

-  ad un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro, a prescindere dalle finalità dell’ingresso iniziale nel territorio dello Stato, sulla base della parità di trattamento rispetto ai cittadini di quello Stato membro.

Il provvedimento impone agli Stati membri dell’UE di esaminare con un’unica procedura le domande di autorizzazione a cittadini stranieri a soggiornare e lavorare nel territorio e di rilasciare, in caso di esito positivo, un’autorizzazione unica al soggiorno e all'esercizio del lavoro subordinato.

La parità di trattamento tra lavoratori stranieri e lavoratori di cittadinanza italiana in tutti i settori connessi all'occupazione mira:

- a riconoscere che i cittadini ExtraUE contribuiscono, con il loro lavoro e i loro versamenti d'imposta, all'economia dell'Unione;

- a ridurre il rischio di concorrenza sleale connesso all’eventuale sfruttamento dei cittadini stranieri.

Come emerge dal comunicato stampa del 28.2.2014, il recepimento della direttiva dovrebbe portare nel breve termine ad una semplificazione delle procedure, e nel medio periodo dovrebbe garantire un complesso di diritti dei lavoratori stranieri che soggiornano in uno Stato membro analoghi a quelli dei lavoratori nazionali in tutti gli ambiti che abbiano a che fare con l’occupazione, riducendo il rischio di concorrenza sleale.

Un altro decreto legislativo approvato dal Governo è volto a recepire la direttiva europea 2011/16 in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale, che abroga la direttiva 77/799/CEE. Il provvedimento intende assicurare un più ampio scambio di informazioni in materia fiscale utilizzando la norma di “prevedibile pertinenza” la quale dispone che gli Stati membri siano ammessi a richiedere informazioni solo se pertinenti a questioni fiscali di un contribuente.
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