La condotta di chi deposita in banca denaro di provenienza illecita integra il delitto di riciclaggio.
Tra le condotte riconducibili a quest’ultimo reato, infatti, si annovera il compimento di operazioni consapevolmente volte ad impedire in modo definitivo o anche a rendere difficile l’accertamento della provenienza del denaro o di altre utilità.
E questo avviene con il deposito in banca, dove il denaro di illecita provenienza, stante la sua natura di bene fungibile, viene automaticamente sostituito con “denaro pulito”.
E’ questo il principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione nel testo della sentenza n. 52549 del 17 novembre 2017.
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