Al via l’iter parlamentare di conversione in legge del decreto Flussi.
Il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 11 ottobre 2024, n. 145, recante, in particolare, disposizioni urgenti in materia di ingresso in Italia di lavoratori stranieri, è all’esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera, a cui è stato assegnato, in sede referente, il 14 ottobre 2024.
L’articolo 1 del provvedimento modifica in più punti la disciplina dell'ingresso in Italia di lavoratori stranieri per motivi di lavoro di cui al T.U immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), digitalizzando le procedure e intensificando i controlli, al fine di accrescere il livello di sicurezza degli ingressi nel territorio nazionale.
Per espressa previsione, le modifiche che ci accingiamo a illustrare si applicano a decorrere dall’attuazione delle quote di ingresso per motivi di lavoro per l’anno 2025 (quote definite dal D.P.C.M. 27 settembre 2023), ad esclusione di quelle concernenti l’acquisizione degli identificatori biometrici per i richiedenti visti nazionali (lett. a, n. 1) e le procedure di rilascio del visto di ingresso per lavoro subordinato (lett. e, n. 4), che si applicano alle domande di visto presentate dal 9 gennaio 2025 (novantesimo giorno dall’entrata in vigore del decreto Flussi).
Il decreto Flussi (articolo 1, comma 1, lettera a e b):
L’articolo 1, comma 1, lettera e) modifica la disciplina per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato intervenendo:
Vediamo di seguito le novità.
Le nuove disposizioni prevedono che:
Il decreto Flussi inoltre introduce, riguardo alla verifica da parte del centro per l’impiego dell’eventuale disponibilità di lavoratori presenti nel territorio nazionale, un termine di 8 giorni dalla richiesta del datore, decorsi inutilmente i quali la verifica si intende eseguita negativamente. Esito negativo a seguito del quale, si ricorda, il datore di lavoro può presentare domanda di nulla osta.
Tale previsione ai applica a decorrere dall’attuazione delle quote di ingresso per motivi di lavoro per l’anno 2025 (D.P.C.M. 27 settembre 2023).
Sempre a decorrere dall’attuazione delle quote di ingresso per motivi di lavoro per l’anno 2025 (D.P.C.M. 27 settembre 2023), viene considerata irricevibile la domanda di nulla osta:
Per le domande presentate dal 9 gennaio 2025, viene introdotta una nuova fase procedurale.
Il datore di lavoro è tenuto infatti a confermare la domanda di nulla osta al lavoro allo sportello unico per l'immigrazione entro 7 giorni dalla comunicazione di avvenuta conclusione degli accertamenti di rito sulla domanda di visto di ingresso presentata dal lavoratore.
In assenza di conferma entro il suddetto termine, l'istanza si intende rifiutata e il nulla osta è revocato.
In caso di conferma, l'ufficio consolare presso il Paese di residenza o di origine dello straniero rilascia il visto di ingresso.
Le comunicazioni tra l'ufficio consolare e lo sportello unico per l'immigrazione avvengono esclusivamente tramite il portale informatico per la gestione delle domande di visto di ingresso in Italia.
A decorrere dall’attuazione delle quote di ingresso per motivi di lavoro per l’anno 2025 (D.P.C.M. 27 settembre 2023), il contratto di soggiorno, sottoscritto mediante firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata delle due parti, o quantomeno del datore di lavoromla cui firma, in questo secondo caso, costituisce anche dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà , relativamente alla firma autografa del lavoratore, va trasmesso con modalità telematica allo sportello unico per l’immigrazione entro il termine di 8 giorni, decorrenti dall’ingresso del lavoratore nel territorio nazionale.
NOTA BENE: Il contratto di soggiorno non potra più essere stipulato presso lo sportello unico.
Resta fermo che, nel caso di mancato rispetto del termine di 8 giorni, il nulla osta è revocato, salvo che il ritardo sia dipeso da cause di forza maggiore o comunque non imputabili al lavoratore.
A decorrere dall’attuazione delle quote di ingresso per motivi di lavoro per l’anno 2025 (D.P.C.M. 27 settembre 2023), i controlli a campione da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro sui requisiti inerenti all'osservanza delle prescrizioni del contratto collettivo di lavoro e alla congruità del numero delle richieste di nulla osta al lavoro presentate sono svolti, nel settore agricolo, in collaborazione, oltre che con l’Agenzia delle entrate, anche con l’Agea.
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