Credito d'imposta per le Zone Logistiche Semplificate, guida all’utilizzo

Pubblicato il 11 dicembre 2024

Al via le domande per il credito d'imposta per investimenti nelle zone logistiche speciali (ZLS). Le imprese potranno procedere dal 12 dicembre al 25 gennaio 2025 per gli investimenti effettuati entro il 15 novembre 2024.

Credito d’imposta ZLS 2024

Firmato il decreto 30 agosto 2024 del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, di concerto con il MEF, che dà attuazione al credito d’imposta di cui all’articolo 13 del Decreto legge 7 maggio 2024, n. 60 per gli investimenti nelle zone logistiche semplificate (ZLS).

Il provvedimento sblocca risorse finanziarie per l’anno 2024, previste all’interno del Decreto Coesione (Dl n. 60/2024, convertito), pari a 80 milioni di euro e prevede che l’ammontare massimo del credito d’imposta sia stabilito dall’Agenzia delle Entrate dopo la raccolta delle richieste.

Si tratta di una misura attesa da tempo dalle imprese presenti nelle ZLS d’Italia, in quanto potendo usufruire di un credito d’imposta su determinati investimenti, consentirà di avviare un percorso importante di crescita in questi specifici territori.

Il decreto ministeriale, che definisce le modalità di accesso al beneficio oltre che i criteri e le modalità di fruizione del credito d’imposta è, ora, all’esame della Corte dei Conti, per poi essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Decreto Coesione, nuove opportunità di sviluppo per le Zone logistiche semplificate

Le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) sono state introdotte per favorire lo sviluppo economico in specifiche aree portuali delle regioni più sviluppate d’Italia, con l’obiettivo di attrarre investimenti, semplificare le procedure burocratiche e migliorare l’efficienza logistica. Queste zone sono pensate per stimolare la crescita di infrastrutture e attività produttive, contribuendo a rafforzare il ruolo strategico dei porti nel sistema economico nazionale.

Con la conversione in legge dell’articolo 13 del Decreto Coesione, è stato esteso anche alle ZLS il credito d’imposta precedentemente riservato alla Zona Economica Speciale (ZES) unica del Sud.

Tale strumento fiscale consente alle imprese operanti nelle ZLS di beneficiare di agevolazioni su investimenti in beni strumentali come macchinari, attrezzature, immobili e terreni. L’obiettivo è incentivare lo sviluppo di strutture produttive e logistiche, contribuendo alla crescita economica locale e favorendo l’attrazione di nuovi capitali. L’estensione del credito d’imposta alle ZLS rappresenta una leva importante per migliorare la competitività di queste aree, supportando la creazione di nuove opportunità economiche e occupazionali.

La ZLS può essere creata nelle regioni più sviluppate del Centro-Nord e può includere porti, aree retroportuali, zone produttive, aeroporti, piattaforme logistiche e interporti, escludendo però le aree residenziali. Gli aeroporti sono inclusi per rafforzare la finalità principale delle ZLS, ovvero promuovere lo sviluppo di attività imprenditoriali legate all'import-export. Una regione priva di aree portuali può collaborare con un'altra regione dotata di almeno un'area portuale per richiedere congiuntamente l’istituzione di una ZLS. Inoltre, una regione senza aree portuali può chiedere di essere collegata a una ZLS già esistente.

NOTA BENE: La ZlS è uno strumento introdotto con la Legge di bilancio 2018, concepito per bilanciare in parte l'istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES) nel Sud Italia. Le ZLS rappresentano uno strumento complementare rispetto alle ZES, soppesando l’impatto degli incentivi economici a livello nazionale.

Attualmente, in Italia sono state istituite due Zone Logistiche Semplificate (ZLS):

  1. ZLS Porto di Venezia - Rodigino;
  2. ZLS Porto e Retroporto di Genova.

NOTA BENE: Entrambe non sono ancora pienamente operative, pertanto dovranno accelerare l’iter di implementazione se vogliono sfruttare in tempo utile la finestra degli incentivi.

Vi sono, poi, altre aree che attendono ancora di essere istituite come, per esempio, quelle previste in regioni come la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio, l’Emilia Romagna e altre aree con grandi infrastrutture portuali.

Soggetti beneficiari

Il decreto attuativo del 30 agosto 2024 del ministero per gli Affari Ue, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr definisce i beneficiari delle agevolazioni fiscali.

Possono godere del credito d’imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica o dal regime contabile, che siano già operative o che si insedino nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS). Gli investimenti devono riguardare beni strumentali destinati a strutture produttive situate nelle aree assistite delle ZLS.

Tuttavia, sono escluse dall'agevolazione le imprese che operano nei settori dell'industria siderurgica, mineraria (carbone e lignite), dei trasporti (con l’eccezione del magazzinaggio e supporto ai trasporti), dell'energia, delle infrastrutture energetiche e della banda larga, così come nei settori bancario, finanziario e assicurativo. Inoltre, non possono accedere al credito d’imposta le imprese in stato di liquidazione, scioglimento o in difficoltà economica.

Agevolazioni fiscali per investimenti nelle ZLS: requisiti e limiti

Gli investimenti agevolabili includono l’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature, terreni e immobili strumentali, realizzati tra l’8 maggio 2024 e il 15 novembre 2024, destinati a strutture produttive già esistenti o nuove nella ZLS.

Gli investimenti in beni immobili strumentali sono agevolabili anche se riguardano beni già utilizzati dal dante causa per lo svolgimento di un’attività economica, quindi anche beni usati.

Il valore di terreni e fabbricati ammessi all’agevolazione non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Sono esclusi dall’agevolazione i beni autonomamente destinati alla vendita e i materiali di consumo. L’effettivo sostenimento delle spese deve essere attestato da una certificazione rilasciata da un revisore legale.

Gli investimenti devono avvenire tra soggetti indipendenti e rispettare condizioni di mercato. Il credito d’imposta è calcolato in base al costo complessivo dei beni, con un limite massimo di 100 milioni di euro per progetto, e non sono ammessi investimenti inferiori a 200.000 euro.

Credito d'imposta per investimenti nelle ZLS, misura

L'agevolazione fiscale consiste in un credito d’imposta calcolato secondo le intensità massime consentite dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, applicabile alle zone ammissibili agli aiuti regionali.

Per le imprese che effettuano progetti con costi ammissibili fino a 50 milioni di euro, il credito è aumentato del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole imprese.

Per investimenti superiori a 50 milioni di euro, le percentuali massime valide per le grandi imprese si applicano anche alle piccole e medie imprese.

Tax credit nelle Zone Logistiche Semplificate, procedura d’accesso

La procedura per accedere al credito d'imposta prevede che i soggetti interessati comunichino all’Agenzia delle Entrate, tra il 12 dicembre 2024 e il 30 gennaio 2025, l’ammontare delle spese ammissibili sostenute tra l’8 maggio 2024 e il 15 novembre 2024.

Il modello di comunicazione, con le relative istruzioni, sarà approvato dall’Agenzia delle Entrate, definendo anche il contenuto e le modalità di trasmissione. Durante il periodo suddetto, sarà possibile inviare una nuova comunicazione che sostituisce quella precedente o presentare una rinuncia integrale al credito d’imposta. Dopo la scadenza del termine, l’Agenzia stabilirà la percentuale di credito d’imposta fruibile, in base al rapporto tra il limite complessivo di spesa e la somma totale dei crediti richiesti. Le imprese devono inoltre dichiarare eventuali altri aiuti di Stato o de minimis ricevuti per evitare il superamento dei limiti previsti dalla normativa europea.

Modalità di fruizione

Il credito d’imposta per le ZLS può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite la presentazione del modello F24 attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. Il credito sarà disponibile dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del relativo provvedimento. Per crediti superiori a 150.000 euro, l'utilizzo è subordinato alle verifiche di legge. L’Agenzia delle Entrate autorizza l'uso del credito se non ci sono impedimenti, e l'importo utilizzato non deve superare quello autorizzato, pena il rifiuto della compensazione.

Il credito d'imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui viene riconosciuto e negli anni successivi fino a completo utilizzo. È cumulabile con altri aiuti di Stato e agevolazioni, purché il cumulo non superi i limiti stabiliti dalle normative europee, e con altre misure agevolative che non siano considerate aiuti di Stato. Tuttavia, non è cumulabile con l'agevolazione prevista dall'articolo 38 del decreto-legge 2 marzo 2024.

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