L’INPS, con l’ultimo aggiornamento delle FAQ, fornisce nuovi chiarimenti sul cd. congedo parentale con aliquota maggiorata prevista dalla legge di Bilancio 2023 e dalla legge di Bilancio 2024.
L’aggiornamento delle FAQ è l’occasione per tornare sull’istituto e sulla indennità prevista a prestazione e sulle novità delle ultime leggi di Bilancio e per fare il punto su regole e procedure.
Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro fruibile in tutte le modalità: per intero, frazionato a mesi, giorni o in modalità oraria.
Ai genitori lavoratori dipendenti il congedo parentale spetta, in costanza di rapporto di lavoro, per prendersi cura del bambino entro i primi 12 anni di vita o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento e, comunque, non oltre il compimento della maggiore età.
Il periodo complessivo massimo concedibile è di 10 mesi, elevabili a 11 nel caso del genitore solo.
I periodi di congedo parentale possono essere fruiti dai genitori anche contemporaneamente.
L’indennità è riconosciuta per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 9 mesi ed è, di regola, pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l'inizio del periodo di congedo.
Per i periodi di congedo ulteriori rispetto ai 9 mesi indennizzati (non eccedenti i 10/11 mesi), l’'indennità del 30% della retribuzione media giornaliera spetta a condizione che il reddito individuale del genitore lavoratore dipendente che lo richiede sia inferiore a 2,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo di pensione.
La legge di Bilancio 2023 (articolo 1, comma 359, della legge 29 dicembre 2022, n. 197) e la legge di Bilancio 2024 (articolo 1, comma 179, della legge 30 dicembre 2023, n. 213) hanno elevato la misura percentuale dell’indennità di congedo parentale per un periodo massimo (di coppia) di 2 mesi fruiti entro 6 anni di vita o entro 6 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o di affidamento del minore.
Più in dettaglio, il congedo parentale del lavoratore dipendente è indennizzato nel seguente modo:
L’indennità maggiorata si applica a tutte le modalità di fruizione del congedo parentale (intero, frazionato a mesi, giorni o in modalità oraria).
La domanda di congedo parentale deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il portale istituzionale dell’INPS o il Contact center integrato o rivolgendosi ai Patronati.
In particolare, l’INPS, con il messaggio n. 2704 del 23 luglio 2024, ha reso noto che il lavoratore che presenta domanda di congedo parentale con richiesta di aliquota maggiorata deve spuntare con “SI” la nuova dichiarazione “Dichiaro di voler richiedere l'indennizzo con aliquota maggiorata” inserita nella pagina “Dati domanda”, valorizzando (se necessario) la data relativa alla fine del congedo di maternità o di paternità (obbligatorio o alternativo).
Infine è bene ricordare che è possibile presentare la domanda di congedo parentale esclusivamente per i soli periodi che iniziano non più tardi di due mesi rispetto alla data di presentazione della domanda stessa, fatto salvo un maggiore preavviso al datore di lavoro.
L’indennità maggiorata spetta nel caso in cui l’evento nascita o l’ingresso in famiglia si verifichi a partire a partire dal 1° gennaio 2023 (quota maggiorata ai sensi della legge di Bilancio 2023) e dal 1° gennaio 2024 (quota maggiorata ai sensi della legge di Bilancio 2024).
Diversamente rileva la data relativa alla fine del congedo di maternità o di paternità (obbligatorio o alternativo).
A riguardo l’INPS ha difatti chiarito che:
NOTA BENE: L’indennità maggiorata è riconosciuta per due delle tre mensilità spettanti a ciascun genitore lavoratore dipendente. I mesi di ciascun genitore non sono trasferibili all’altro.
Cosa succede se un genitore ha terminato il congedo di maternità obbligatoria prima del 31 dicembre 2023, mentre l’altro ha usufruito del congedo di paternità obbligatorio a gennaio 2024 (quindi dopo il 31 dicembre 2023)? Ricorrono i presupposti per poter accedere all’ulteriore mensilità indennizzata all’80%?
L’INPS nel nuovo aggiornamento delle FAQ risponde affermativamente, evidenziando che ad essere preso in considerazione è l’ultimo congedo fruito, quindi il congedo di paternità obbligatorio.
La coppia potrà pertanto fruire di un mese di congedo parentale all’80% (legge di Bilancio 2023) e di un ulteriore mese di congedo parentale all’80%, se fruito nel 2024 (legge di Bilancio 2024).
Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".