Bonus R&S. Credito per revisione contabile

Pubblicato il 21 giugno 2019

L’impresa soggetta per legge al controllo legale dei conti non può fruire del credito d'imposta per le spese di certificazione contabile del bonus R&S.

La conclusione giunge con risposta n. 200 del 20 giugno 2019, fornita dall’agenzia delle Entrate.

Bonus R&S. Credito d'imposta per la certificazione della documentazione contabile

L’art. 3 del DL 145/2013, nella versione attualmente in vigore, riconosce un credito d’imposta per le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, in misura pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.  

Con riferimento alle imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Imprese che possono beneficiare del credito d’imposta

L’agenzia, nella risposta fornita, procede ad elencare i soggetti non tenuti al controllo legale dei conti:

Per tali imprese l’obbligo dell’apposita certificazione sarà effettuato tramite specifico incarico conferito a un revisore legale dei conti o a una società di revisione iscritti nella sezione A del registro di cui al DLgs. n. 39/2010.

Quindi, solo tali imprese possono avvalersi dell’agevolazione, in forma di credito di imposta, pari alle spese sostenute e documentate per l’attività di certificazione contabile, entro il limite massimo di 5.000 euro per ciascun periodo di imposta per il quale si intende fruire dell’agevolazione per attività di R&S.

Nel caso, invece, di impresa tenuta per legge al controllo legale dei conti, non è consentito fruire del credito di imposta per le spese di certificazione contabile.

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