Voucher manager, chiuso lo sportello per l’invio delle domande

Pubblicato il 14 dicembre 2019

A fronte delle numerose istanze di accesso alle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018), per le annualità 2019 e 2020, superiori alla dotazione finanziaria disponibile per l’intervento (50 milioni di euro), il Ministero dello Sviluppo Economico, con Decreto Direttoriale 13 dicembre 2019, ha disposto la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso al voucher manager con effetto dal 13 dicembre 2019. Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura a sportello per cui le domande di voucher sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico di presentazione.

A darne notizia è un avviso pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, specificando che nei prossimi giorni sarà effettuata, sulla base dell’ordine cronologico di arrivo, l’istruttoria delle domande pervenute che trovano copertura finanziaria per la concessione delle agevolazioni. Al termine delle verifiche, il Ministero procederà a concedere il voucher per le istanze che risulteranno essere istruite positivamente.

Voucher manager, cos’è?

La misura voucher per consulenza in innovazione è l’intervento che, in coerenza con il Piano nazionale “Impresa 4.0”, sostiene i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Voucher manager, a chi si rivolge?

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese operanti su tutto il territorio nazionale che risultino possedere, alla data di presentazione della domanda nonché al momento della concessione del contributo, i requisiti di seguito indicati:

  1. qualificarsi come micro, piccola o media impresa ai sensi della normativa vigente;
  2. non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dal “de minimis”;
  3. avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  4. non essere destinatarie di sanzioni interdittive e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali;
  5. non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
  6. non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.
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