Società esterovestita come intermediario per i compensi. Professionista a rischio condanna

Pubblicato il 28 febbraio 2014 La Terza sezione penale della Cassazione, con la sentenza n. 9635 del 2014, ha accolto, con rinvio, il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica contro la decisione di non luogo a procedere emessa dai giudici di merito nei confronti di un professionista accusato di evasione fiscale per aver asseritamente percepito dei compensi, al fine di pagare meno imposte in Italia, utilizzando una società esterovestita come intermediario.

Nel corso dell'istruttoria, in particolare, era emerso che l'attività della società estera – nella specie lussemburghese – era riconducibile esclusivamente alle competenze del professionista.

E secondo la Suprema corte, la sentenza impugnata non era sufficientemente motivata ed idonea ad escludere in radice la configurabilità della fattispecie di interposizione fittizia, penalmente rilevante ai sensi dell'articolo 37, terzo comma, del Dpr n. 600/73.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Masaf: aiuti alle imprese di pesca per il fermo obbligatorio 2023

04/04/2025

Bonus nido 2025: ricevuta di pagamento in luogo della fattura, quando?

04/04/2025

Incentivi contributivi a tempo e in scadenza: 3 su 10 sono operativi

04/04/2025

ISEE 2025 e nuovo modello DSU, le istruzioni Inps

04/04/2025

Cessione di terreno da privato: soggettività IVA se l'attività è economica

04/04/2025

Corte UE: ok a praticantato forense presso avvocato stabilito in altro Paese UE

04/04/2025

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy