Quote di Srl, lo scontro continua

Pubblicato il 25 giugno 2008
Botta e risposta a distanza tra Notai e Commercialisti in ordine alla liberalizzazione delle cessioni di quote di Srl. Secondo Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in tali operazioni la competenza dei notai si sostanzierebbe solo nell'accertamento dell'identità delle parti senza comportare altri controlli sull'atto. Tale funzione, in realtà, potrebbe essere facilmente assolta anche attraverso l'utilizzo di strumenti, come la firma digitale depositata in una “smart card”, che riconducono chi li utilizza al titolare effettivo; inoltre anche l'esigenza di certezza della data può essere garantita dall'efficacia dichiarativa della pubblicità dell'atto sul registro delle imprese. A tali affermazioni risponde il Notariato, a mezzo del presidente del Cnn Paolo Piccoli, evidenziando come il notaio, nel compimento della propria prestazione, risulti responsabile di puntuali controlli; lo stesso, infatti, deve verificare la capacità di agire delle parti, l'idoneità delle procure e degli altri documenti, rispondendo dei contenuti dell'atto con la propria responsabilità professionale e disciplinare; responsabilità esclusa per il semplice incaricato della spedizione telematica. Inoltre, il titolare della smart card può disconoscere la firma digitale fornendo prova contraria circa il personale utilizzo, senza querela di falso. Infine, conclude il Notariato, la diffusione delle nuove tecnologie crea un aumento esponenziale delle frodi da sottoscrizione. In ogni caso, il Governo sembra favorevole ad una liberalizzazione circoscritta. Secondo il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, le categorie economiche sapranno svolgere questo incarico che già era di loro competenza fino al 1993. Anche Lapet, Ancot ed Int sono favorevoli alla semplificazione chiedendo che vengano autorizzati alla sottoscrizione degli atti in forma digitale anche tutti i professionisti del settore e gli intermediari. In accordo con la liberalizzazione anche Confapi ed Api. Per il Cnf, infine, la questione non è di prioritaria importanza, mentre risulta necessario intervenire al più presto in ordine alla riforma dell'ordinamento forense.
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