Per ottenere l’equo indennizzo è il Mef il soggetto di riferimento

Pubblicato il 03 settembre 2012 In sede di conversione del Decreto Sviluppo n. 83/2012, è stata introdotta, con riferimento ai procedimenti promossi ai sensi della Legge Pinto, una norma di interpretazione autentica dell'articolo 1, comma 1225, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ai sensi della quale è il ministero dell'Economia e delle Finanze il soggetto che provvede ai pagamenti degli indennizzi in caso di pronunce emesse nei suoi confronti e nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Precedentemente, provvedere all'indennizzo per le lungaggini processuali spettava al ministero della Giustizia per i giudizi ordinari, della Difesa per giudizi militari e alla Presidenza del consiglio dei ministri negli altri casi. Dal 1° gennaio 2007, con l’entrata in vigore della Finanziaria riferita a quell'anno, le istanze di equa riparazione sono passate di competenza del ministero dell'Economia. Il problema che si poneva riguardava i giudizi contro la Presidenza del Consiglio instaurati prima del 2007 e conclusi successivamente.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Masaf: aiuti alle imprese di pesca per il fermo obbligatorio 2023

04/04/2025

Bonus nido 2025: ricevuta di pagamento in luogo della fattura, quando?

04/04/2025

Incentivi contributivi a tempo e in scadenza: 3 su 10 sono operativi

04/04/2025

ISEE 2025 e nuovo modello DSU, le istruzioni Inps

04/04/2025

Cessione di terreno da privato: soggettività IVA se l'attività è economica

04/04/2025

Corte UE: ok a praticantato forense presso avvocato stabilito in altro Paese UE

04/04/2025

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy