Non è reato l’accesso al file del collega

Pubblicato il 27 aprile 2007

L’accesso illegittimo ai file protetti di un collega può costare il posto di lavoro, ma non costituisce reato. Su questa fattispecie si è pronunciata di Cassazione con due sentenze, una della Sezione Lavoro (n. 153 del 9 gennaio) e una della Quinta Penale (n. 6459 del 15 febbraio). I giudici, infatti, hanno ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente per violazione dell’obbligo di fedeltà del lavoratore, di cui all’articolo 2105 del Codice civile, ma in sede penale lo hanno assolto dal reato di accesso abusivo a sistema informatico, perchè il dipendente, per accedere al sistema, si è avvalso di strumenti e di dati di cui era legittimamente in possesso, senza violare alcuna misura di protezione.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Assenze ingiustificate tra contestazioni disciplinari e dimissioni di fatto

03/04/2025

Dimissioni di fatto e assenza ingiustificata tra norma, prassi e contrattazione collettiva

03/04/2025

Malattia, maternità, paternità e tubercolosi: i valori per le prestazioni 2025

03/04/2025

Bacio non consensuale alla collega? Licenziamento legittimo

03/04/2025

Pronto il nuovo modello per la dichiarazione di successione

03/04/2025

Licenziamento valido se notificato alla PEC del difensore eletto

03/04/2025

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy