Manovra 2020. Flat tax per redditi bassi. Sanzioni per Pos riviste

Pubblicato il 21 ottobre 2019

Dall’atteso vertice sulla Manovra 2020, tenuto dal Governo prima della riunione ufficiale sul nuovo decreto terremoto, sono emersi alcuni punti di accordo.

Si registra la notizia dell’arrivo di una lettera dalla Commissione Ue che chiede chiarimenti su alcuni punti del Documento programmatico di bilancio, su cui si basano la legge di bilancio e il decreto fiscale collegato.

Inoltre, la parte dedicata alla digital tax transiterà dal decreto fiscale al Ddl di bilancio per questioni tecniche, in quanto l’introduzione avverrà dal 2020 e quindi non vi è urgenza di una sua immediata applicazione.

Manovra 2020. Flat tax

Ci sarà un alleggerimento della prevista stretta per i forfetari.

Secondo quanto si apprende, rimarranno ferme le vigenti regole per redditi fino a 30.000 euro; tra i 30.000 e i 65.000 euro, per i contribuenti che sceglieranno la fatturazione elettronica sarà previsto il regime forfetario come meccanismo di rendicontazione delle proprie entrate, mentre per chi non si avvarrà della e-fattura, vi sarà un sistema misto opzionale tra analitico e forfettario.

Ma la palla è stata rimandata ai tecnici del Mef che dovranno studiare le esatte modalità di applicazione.

Manovra 2020. Sanzioni per mancato utilizzo del Pos

E’ stato ottenuto un ribasso per le sanzioni da applicare a negozianti e professionisti che non accettano pagamenti con il Pos. Inoltre, se si arriverà ad un accordo con l’Abi, la maggiorazione del 4% sulle transazioni potrà essere eliminata.

Si pensa che la disposizione entrerà in vigore da metà anno 2020.

Sanzioni più basse anche per gli esercenti che non accettano di far partecipare i contribuenti alla lotteria degli scontrini.

Manovra 2020. Stretta sugli evasori

Confermato l’inasprimento della pena massima, da 6 a 8 anni, per il reato di dichiarazione fraudolenta.

Rimane, invece, da trovare l’accordo sull’aumento delle pene per altri reati come la dichiarazione infedele e sulle soglie di rilevanza penale.

Su queste ultime, giunge notizia che il ministro della Giustizia, Bonafede, sta studiando l’ipotesi di prevedere una tolleranza fino a 100.000 euro per reati di dichiarazione illecita.

Per quanto attiene alle sanzioni economiche, in caso di patrimoni costituiti mediante evasione, si punta su due misure: la confisca per sproporzione e la responsabilità amministrativa delle imprese.

Con la confisca per sproporzione si va a colpire la differenza tra reddito dichiarato e patrimonio posseduto, togliendo all’evasore i beni oggetto di reato.

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