L'e-book senza sconto Iva, la Corte di Giustizia ha deciso

Pubblicato il 06 marzo 2015 La Corte di giustizia ha stabilito, con le due sentenze del 5 marzo 2015 nelle cause C-497/13 e C-502/13 (Commissione europea contro la Francia e il Lussemburgo), che l'aliquota Iva ridotta sugli e-books è illegittima.  Un resoconto è fornito con il comunicato stampa n. 30/15 del 5 marzo 2015 diffuso dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Gli Stati membri interessati devono conformarsi alla sentenza senza indugio per non incorrere in sanzioni pecuniarie.

Alla luce della sentenza, dovrà essere rivista la disposizione italiana inserita nella legge n. 190/2014 (Stabilità 2015), che dal 1° gennaio 2015 ha ridotto al 4% l'aliquota Iva sui libri forniti per via elettronica, anche se la Commissione europea fa sapere che il prossimo anno si dedicherà ad un’ampia revisione del sistema Iva.

La Corte spiega che, in base alla direttiva Iva (2006/112/CE, art. 98, par. 2, secondo comma, che esclude l'applicazione di un'aliquota Iva ridotta ai servizi forniti per via elettronica), la vendita di libri scaricati per via elettronica – libri virtuali o e-books - costituisce una prestazione di servizi elettronici e deve essere tassata con l'aliquota ordinaria, non può avere la stessa aliquota Iva ridotta prevista per i libri cartacei.

Non tiene neanche l'appiglio alla previsione per cui possono essere assoggettate ad aliquota ridotta, le forniture di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico, poiché il supporto fisico dell'e-book, Tablet, pc, smartphone, lettore di libri elettronici (ebook reader) o qualsiasi altro sistema di lettura, non è incluso nella fornitura di libri elettronici.

Sul punto si rileva che il diniego non riguarda i libri su supporti fisici digitali, quali cd-rom, chiavette ecc., che scontano legittimamente l'aliquota del 4% in conformità alla direttiva.
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