La disciplina dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è stata recentemente oggetto di un intervento normativo significativo con effetti immediati sulle modalità di determinazione del patrimonio mobiliare dichiarabile nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
La novità più rilevante riguarda l’esclusione fino a 50.000 euro per determinati strumenti finanziari, tra cui i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale.
Tale misura è stata formalizzata con il decreto direttoriale n. 75 del 2 aprile 2025, emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a completamento del percorso normativo avviato con la legge di Bilancio 2024.
Ma entriamo nel dettaglio.
Il fondamento normativo dell’intervento si trova, come accennato, nell’articolo 1, commi 183-185 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024), che ha introdotto una serie di misure volte a rendere l’ISEE uno strumento più equo e rappresentativo delle reali condizioni economiche delle famiglie italiane.
In particolare, il legislatore ha previsto l’esclusione di specifici strumenti di risparmio pubblico dal calcolo dell’indicatore, nella misura massima di 50.000 euro per ciascun nucleo familiare.
Tale previsione è stata successivamente attuata mediante la pubblicazione del D.P.C.M. del 19 febbraio 2025, che ha definito i criteri applicativi della misura stabilendo che la stessa dovesse entrare in vigore con l’adozione di nuovi modelli di DSU.
Infine, la piena operatività è stata sancita dal decreto direttoriale n. 75 del 2 aprile 2025 con cui è stata approvata la nuova modulistica aggiornata per la presentazione della DSU, già recepita e implementata dall’Inps nei propri sistemi informativi.
Questo decreto rappresenta dunque l’ultimo tassello normativo che consente l’applicazione effettiva della misura già delineata nei passaggi precedenti, consentendo ai cittadini, a partire dal 3 aprile 2025, di avvalersi di tale esclusione in sede di calcolo del proprio ISEE.
La riforma dell’ISEE si colloca in un contesto più ampio di politiche sociali finalizzate a rafforzare l’equità nella distribuzione delle risorse pubbliche: obiettivo principale è quello di calibrare l’accesso alle prestazioni sociali agevolate in modo più aderente alla capacità economica effettiva dei nuclei familiari, neutralizzando l’impatto di forme di risparmio considerate non speculative, come appunto i titoli di Stato e gli strumenti di risparmio garantiti dallo Stato.
Questa esclusione ha una doppia valenza:
In questo senso, la riforma assume anche un significato strategico in quanto mira a orientare i comportamenti dei risparmiatori italiani verso strumenti che garantiscono sia sicurezza individuale sia un ritorno positivo per la collettività.
L’iniziativa si inserisce inoltre in una linea di continuità con gli obiettivi di semplificazione e razionalizzazione del sistema ISEE perseguiti negli ultimi anni, che puntano a rendere questo strumento sempre più coerente con le finalità sociali per cui è stato concepito: una misurazione precisa e proporzionata della condizione economica dei nuclei familiari, utile per l’accesso a bonus, agevolazioni e contributi pubblici.
Una delle più rilevanti novità introdotte dal decreto direttoriale n. 75/2025 riguarda dunque la possibilità per i nuclei familiari di escludere dal patrimonio mobiliare determinati strumenti di risparmio, fino a un massimo di 50.000 euro.
Si tratta di un cambiamento che incide direttamente sulla base imponibile utilizzata per il calcolo dell’indicatore ISEE e che ha l’obiettivo di non penalizzare le famiglie che investono in strumenti finanziari sicuri e garantiti dallo Stato.
A decorrere dal 3 aprile 2025, è perciò possibile non considerare nel calcolo del patrimonio mobiliare un ammontare massimo complessivo di 50.000 euro per nucleo familiare, qualora tale somma sia investita in titoli di Stato o strumenti assimilabili.
NOTA BENE: tale esclusione è facoltativa e può essere applicata su scelta del dichiarante nel momento della compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
L’importo massimo di 50.000 euro:
La normativa ha individuato con precisione le categorie di strumenti finanziari per i quali è possibile applicare l’esclusione: questi strumenti devono essere detenuti da uno o più componenti del nucleo familiare e rientrare tra quelli indicati in modo tassativo nelle istruzioni tecniche del modello DSU.
Titoli di Stato (art. 3 del DPR 30 dicembre 2003, n. 398)
Buoni fruttiferi postali
I buoni fruttiferi postali, emessi da Cassa Depositi e Prestiti e distribuiti tramite Poste Italiane, sono anch’essi esclusi dal patrimonio mobiliare fino al limite complessivo stabilito. L’esclusione si applica anche ai buoni che siano stati trasferiti allo Stato, ossia ai buoni prescritti ma non riscossi, che sono comunque riconducibili a una forma di risparmio pubblico.
Libretti di risparmio postale
Anche i libretti di risparmio postale intestati a uno o più componenti del nucleo familiare rientrano tra i rapporti finanziari oggetto di esclusione. Questi strumenti, seppur di natura bancaria, sono considerati compatibili con lo spirito della riforma in quanto offerti esclusivamente da Poste Italiane e garantiti dallo Stato, configurandosi come forme di risparmio sicure e non speculative.
Attenzione: non tutti i libretti bancari o i conti deposito possono beneficiare di tale esclusione ma soltanto quelli detenuti presso Poste Italiane e riconducibili alle categorie sopra indicate possono essere dichiarati con finalità di esclusione fino al limite massimo consentito.
Ai fini della corretta compilazione del quadro FC2 della Dichiarazione Sostitutiva Unica, le istruzioni pubblicata dall’Inps sul proprio portale istituzionale hanno previsto l’utilizzo di codici identificativi specifici per ciascuna categoria di rapporto finanziario da considerare ai fini dell’esclusione.
A partire dal 3 aprile 2025, i cittadini possono avvalersi delle nuove regole utilizzando le procedure aggiornate, già operative nei canali autorizzati.
La presentazione della nuova DSU può avvenire secondo due modalità principali.
Nel caso di presentazione online, è richiesta l’autorizzazione preventiva di tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare alla precompilazione dei propri dati reddituali e patrimoniali. Questa autorizzazione può essere fornita accedendo personalmente con identità digitale o attraverso elementi di riscontro forniti dal dichiarante.
Il decreto stabilisce che le DSU già trasmesse nel corso del 2025 restano pienamente valide fino alla loro naturale scadenza, prevista per il 31 dicembre dell’anno in cui sono state presentate; tuttavia, al contribuente è riconosciuta la facoltà di presentare una nuova DSU calcolata secondo le disposizioni aggiornate, qualora ritenga di poter ottenere un ISEE più favorevole.
Questa opzione è particolarmente utile per i nuclei familiari che hanno investimenti in titoli di Stato o strumenti assimilabili e desiderano beneficiare dell’esclusione fino a 50.000 euro, così da ottenere una rimodulazione dell’ISEE utile all’accesso a prestazioni sociali agevolate, come ad esempio l’assegno unico per i figli.
Per poter applicare correttamente l’esclusione prevista dalla nuova normativa, è necessario procedere con la dichiarazione netta dei valori escludibili, cioè:
Le istruzioni precisano che, a parità di risultato finale, le diverse modalità di ripartizione dell’esclusione tra i rapporti finanziari dichiarati sono equivalenti ai fini del calcolo dell’ISEE. Il contribuente può pertanto decidere da quale rapporto sottrarre l’importo escludibile, purché non superi il tetto complessivo di 50.000 euro per l’intero nucleo familiare.
Questa flessibilità consente una personalizzazione della dichiarazione, ma rende necessaria una compilazione attenta e coerente, per evitare errori che potrebbero compromettere la validità dell’attestazione.
Caso particolare: genitore non coniugato e non convivente
Una casistica particolare è quella del genitore non coniugato e non convivente attratto nel nucleo del figlio minorenne o dello studente universitario.
In questa situazione, è raccomandato un ordine di priorità nell’applicazione dell’esclusione:
Dal punto di vista operativo, il genitore attratto può contribuire alla DSU in due modalità alternative:
La scelta tra le due opzioni va ponderata con attenzione: è infatti preferibile utilizzare il foglio componente nel caso in cui, nella DSU autonoma già presentata dal genitore, siano stati già esclusi titoli di Stato per importi che, se sommati a quelli esclusi nella DSU del figlio, potrebbero superare il tetto massimo consentito di 50.000 euro.
Il principale beneficio derivante dalla presentazione di una nuova DSU, aggiornata secondo le nuove regole sull’esclusione patrimoniale, è la possibilità di ottenere un ISEE più basso. Una variazione dell’indicatore può determinare un accesso facilitato o un aumento dell’importo percepito per numerose prestazioni sociali agevolate, tra cui:
Uno dei punti più rilevanti riguarda l’adeguamento dell’assegno unico per i figli, che avviene a partire dal mese di marzo 2025 sulla base dell’ISEE in corso di validità: di conseguenza, anche coloro che hanno già presentato la DSU all’inizio dell’anno ma non avevano potuto beneficiare dell’esclusione dei titoli di Stato (in quanto la norma non era ancora operativa) possono ricalcolare l’indicatore presentando una nuova DSU. In questo modo, è possibile ottenere una rimodulazione dell’assegno per i mesi successivi, aumentando il supporto economico ricevuto dal proprio nucleo familiare.
NOTA BENE: la presentazione di una nuova DSU non annulla automaticamente quella precedente: entrambe restano valide per finalità diverse, ma solo l’ultima sarà utilizzata per il calcolo delle prestazioni collegate all’indicatore ISEE. In tal senso, il contribuente non è obbligato a rinnovare la DSU, ma può scegliere di farlo se ritiene che la nuova normativa possa determinare un vantaggio economico concreto.
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DSU iniziale (senza esclusione) |
Nuova DSU (con esclusione fino a 50.000 €) |
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Data presentazione |
Gennaio 2025 |
Maggio 2025 |
Titoli di Stato posseduti |
€ 45.000 |
€ 45.000 (esclusi dal calcolo) |
Patrimonio mobiliare totale dichiarato |
€ 55.000 |
€ 10.000 |
ISEE risultante |
€ 20.300 |
€ 15.100 |
Assegno unico mensile (2 figli minori) |
€ 270 |
€ 370 |
Variazione economica mensile |
– |
+ €100 |
Costi per nuova DSU (CAF) |
– |
Fino a € 25 |
Validità della DSU |
Fino al 31 dicembre 2025 |
Sostituisce la precedente da maggio 2025 |
Contesto familiare:
Situazione iniziale (DSU di gennaio 2025):
Situazione dopo il ricalcolo (DSU presentata a maggio 2025):
Risultato concreto:
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