Il limite temporale di 45 giorni per le intercettazioni non si applicherà ai reati inclusi nel Codice Rosso, analogamente a quanto avviene per i reati di mafia e terrorismo.
E' quanto concordato nel corso di un incontro tenutosi al ministero della Giustizia, alla presenza del Guardasigilli, Carlo Nordio, altri rappresentanti istituzionali e i capigruppo delle Commissioni giustizia di Camera e Senato oltre ai capigruppo di maggioranza delle rispettive commissioni.
Lo rende noto un comunicato, pubblicato sul sito istituzionale Giustizia il 29 ottobre 2024.
Il "Codice Rosso" - si rammenta - è un insieme di misure legislative introdotte in Italia con la Legge n. 69/2019, che ha apportato modifiche significative al Codice Penale, al Codice di Procedura Penale e ad altre disposizioni per contrastare in modo più efficace la violenza domestica e di genere.
Secondo quanto si apprende, la modifica normativa concordata verrà introdotta tramite un ordine del giorno, da attuarsi nel primo provvedimento utile, così da non ostacolare l'iter di approvazione del disegno di legge di proroga delle intercettazioni, passato all'esame della Camera.
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