La Corte europea dei diritti dell’uomo, con sentenza resa l’11 gennaio 2018 sul ricorso n. 38259/09, ha riconosciuto che l’Italia ha posto in essere una violazione degli articoli 6 (diritto ad un processo equo in un termine ragionevole) e 13 (diritto ad un ricorso effettivo) della Cedu nell’ambito di una procedura di liquidazione coatta amministrativa che era durata più di venticinque anni.
Secondo i giudici europei, anche se la procedura in oggetto era stata sicuramente complessa, nondimeno, la durata della medesima risultava comunque eccessiva e non giustificata, non rispondendo all’esigenza di un termine ragionevole.
Da qui la condanna del nostro Paese a versare al ricorrente la somma pari a 24mila euro per danni morali, oltre alle spese di lite.
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