DDL zone montane: incentivi per lo smart working e bonus natalità

Pubblicato il 04 novembre 2024

Primo via libera, del Senato, al disegno di legge recante disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane.

Il provvedimento, che ora passa alla Camera, è stato modificato e integrato dalla Commissione Affari Costituzionali, a cui è stato assegnato, in sede referente, il 18 marzo 2024.

Tra le novità del testo approvato è opportuno segnalare:

Ma non solo.

Il disegno di legge integra inoltre il testo unico in materia di foreste e filiere forestali di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, inserendovi la definizione di “cantieri temporanei forestali o di utilizzazione boschiva”, per i quali dovranno essere definite (anche) disposizioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori e relative responsabilità, nel rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Concentriamoci, nell’approfondimento che segue, sulle novità di interesse per il datore di lavoro.

Smart working: esonero contributivo per i datori di lavoro

L’articolo 22 del ddl sulle zone montane licenziato dal Senato reca misure per l'agevolazione del lavoro agile nei piccoli comuni montani, ai fini di un loro ripopolamento.

Viene infatti riconosciuto, per gli anni dal 2026 al 2030, uno sgravio contributivo ai datori di lavoro che promuovono il lavoro agile quale modalità ordinaria di esecuzione della prestazione lavorativa.

L’incentivo è riconosciuto per ciascun lavoratore dipendente con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato:

NOTA BENE: È affidato a un D.P.C.M. il compito di stabilire i comuni destinatari di tale misura nell'ambito del più generale l'elenco dei comuni montani, definito anch’esso con D.P.C.M. Il decreto sarà adottato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore di quest’ultimo e successivamente aggiornato con cadenza almeno triennale.

La misura dell’esonero contributivo, che non comprende premi e contributi INAIL, si riduce in base all’annualità di fruizione nel seguente modo

Anni

Percentuale sgravio contributi

Limite massimo annuale (€)

2026 - 2027

100%

8.000

2028 - 2029

50%

4.000

2030

20%

1.600

Il limite massimo annuale è riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

L’agevolazione inoltre:

È affidato ad un decreto interministeriale, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, la definizione dei criteri e delle modalità per la concessione dell’agevolazione, nel rispetto del limite massimo di spesa fissato (18,5 milioni di euro nell'anno 2026, 21,8 milioni di euro nell'anno 2027, 12,5 milioni di euro nell'anno 2028, 10,9 milioni di euro nell'anno 2029, 5,4 milioni di euro nell'anno 2030 e 0,7 milioni di euro nell'anno 2031).

Bonus per la natalità

Sempre con l’intento di contrastare lo spopolamento nei comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, l’articolo 25 del ddl sulle zone montane riconosce, in via strutturale, a decorrere dall'anno 2025, un contributo una tantum per ogni figlio nato o adottato e iscritto all'anagrafe comunale successivamente alla data di entrata in vigore della legge in esame.

Il bonus è erogato entro il limite complessivo di 5 milioni di euro annui.

Importo, criteri, parametri e modalità per la concessione del beneficio sono determinati con decreto interministeriale.

Le erogazioni relative all'assegno unico e universale non rilevano nel valore del contributo una tantum.

Cantieri temporanei forestali o di utilizzazione boschiva

Va da ultimo segnalato il ddl sulle zone montane reca modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34.

In particolare, l’articolo 14, inserito in sede referente, integra il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali aggiungendo, all’articolo 3, la definizione di “cantieri temporanei forestali o di utilizzazione boschiva” di cui reca la disciplina con il nuovo articolo 10-bis.

Per “cantieri temporanei forestali o di utilizzazione boschiva” si intende qualsiasi luogo in cui si effettuano lavori di taglio, esbosco, allestimento a cura di un'impresa forestale come definita alla lettera q), compresi trasbordo o trasporto, scortecciatura o cippatura di massa legnosa arborea o arbustiva, manutenzione ordinaria della viabilità forestale a servizio del medesimo, purché svolta funzionalmente, congiuntamente o sequenzialmente alle lavorazioni predette. Sono esclusi dalla presente definizione interventi di cura del verde urbano e residenziale e di potatura, cura e manutenzione di frutteti.

Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, con decreto interministeriale, sono definite disposizioni specifiche per i cantieri temporanei forestali, nel rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori e relative responsabilità, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

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