Corte costituzionale: DL Covid legittimi, nessuna delega di funzione legislativa

Pubblicato il 24 settembre 2021

Sono state esaminate, dalla Consulta, le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Giudice di pace di Frosinone sui DL n. 6 e n. 19 del 2020, convertiti in legge, riguardanti l’adozione, mediante Dpcm, di misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il giudice rimettente si era rivolto alla Corte costituzionale assumendo che i due decreti legge avrebbero delegato al Presidente del Consiglio una funzione legislativa, risultando, pertanto, in contrasto con gli articoli 76, 77 e 78 della Costituzione.

La specifica questione è stata sollevata nel contesto della causa attivata da un cittadino, oppostosi alla sanzione amministrativa di 400 euro che gli era stata irrogata per essere uscito dall’abitazione durante il lockdown di aprile 2020, in violazione del divieto stabilito dai Dl e quindi dai Dpcm.

Censure, queste, che la Corte ha giudicato, da una parte, con riferimento al DL n. 6/2020, inammissibili in quanto non applicabili al caso concreto, dall’altra, per quel che concerne il DL n. 19/2020, infondate atteso che al Presidente del Consiglio “non è stata attribuita altro che la funzione attuativa del decreto legge, da esercitare mediante atti di natura amministrativa”.

La sentenza non è stata ancora pubblicata ma l’Ufficio stampa della Consulta ha anticipato la notizia in un comunicato del 23 settembre 2021.

Il deposito della decisione è atteso nelle prossime settimane.

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