Corrispettivi. Cndcec: riaprire i termini!

Pubblicato il 04 settembre 2019

Chiede la riapertura dei termini per l’invio dei corrispettivi, il presidente Cndcec, Miani: “Ribadiamo la richiesta già avanzata a inizio agosto. Evasivo il no del Mef”.

Con un comunicato del 4 settembre 2019, il Consiglio nazionale dei commercialisti giudica “evasiva” la recente risposta negativa del Mef alla richiesta, inviata per iscritto al primo ministro Giuseppe Conte ad Agosto, di differimento al 30 settembre 2019 del termine per la trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri del mese di luglio.

Ora il Consiglio nazionale chiede la riapertura del termine del 2 settembre.

La richiesta di agosto, spiega il presidente dei commercialisti, era “ampiamente motivata dal fatto che la possibilità di trasmettere su base mensile e tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate i corrispettivi, a suo tempo prevista in sede di conversione del DL 34/2019 a causa dei ritardi nella fornitura dei registratori telematici, fissata al 2 settembre per i corrispettivi del mese di luglio, cadeva troppo a ridosso della chiusura feriale degli studi professionali. Questo termine è risultato inopportuno anche per la necessità di familiarizzare con i nuovi servizi messi a disposizione delle Entrate per l'uso del portale nonché per i ritardi nel rilascio degli aggiornamenti dei software gestionali da parte delle case di software”.

La risposta del Mef è giudicata “evasiva” dal Cndcec: “nel motivare il no alla nostra richiesta di proroga, si usano argomenti a nostro avviso poco convincenti e in ultima analisi ‘evasivi’. Il Mef argomenta il suo rifiuto di proroga semplicemente richiamando la norma che consente l'invio su base mensile dei corrispettivi, ma senza affrontare l’opportunità della data prescelta del 2 settembre. La nostra lettera a Conte, Tria e Maggiore è successiva alla emanazione della norma che consente l'invio su base mensile, e la risposta del Mef evidentemente non affronta le criticità da noi evidenziate. Per tali motivi - conclude Miani - riteniamo a questo punto necessaria la riapertura del termine del 2 settembre, anche alla luce delle segnalazioni pervenute al Consiglio nazionale dai nostri colleghi, che testimoniano la presenza di molti casi di impossibilità di rispetto di quel termine. Ci auguriamo che il nuovo Esecutivo in via di insediamento possa prestare l’adeguata attenzione a tale problematica”.

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