Con il deposito del prezzo il notaio diventa garante

Pubblicato il 02 giugno 2018

E’ stato di recente diffuso un nuovo studio dei Notai sulla compravendita immobiliare e il deposito del prezzo.

Si tratta dello Studio n. 418-2017/C, approvato dalla Commissione Studi Civilistici il 19 aprile 2018 e pubblicato sul sito istituzionale del Notariato il 29 maggio 2018.

L’elaborato tratta del deposito del prezzo della compravendita nel conto dedicato del notaio, e della pluralità degli elementi di cui esso si compone.

Posta l’assunzione, da parte del notaio, di obbligazioni di natura fiduciaria, viene sottolineato come il contratto preliminare costituisca, di fatto, la sede naturale della trattativa tra le parti in ordine all'incarico da conferire al professionista.

Clausola risolutiva espressa: consigliabile in presenza di gravami pregiudizievoli

La previsione di una clausola risolutiva espressa della compravendita, in detto contesto, in presenza di gravami pregiudizievoli e di un'eventuale rinegoziazione del contratto, “appare un'utile soluzione”.

Strumento di tutela e di utilità

Nello studio, viene sottolineato come il deposito del prezzo costituisca uno strumento di tutela ulteriore degli acquirenti. Questo, in particolar modo, potrebbe risultare utile in un momento storico come l’attuale di “economia della crisi”, in cui anche il mercato immobiliare è suscettibile di turbative “che possono mettere in tempi brevi a rischio l'acquisto”.

Inoltre, questo strumento negoziale – si legge ancora nello studio - potrebbe essere idoneo a contemperare gli interessi delle parti per tutto il periodo in cui, essendo incerto il corso degli eventi, non è ancora possibile l'individuazione del soggetto avente diritto alla consegna della somma.

A seguire, viene sottolineato come con l'attivazione dello strumento, indubbiamente, si possa determinare un aumento dei costi di transazione. Per tale ragione – segnalano i notai - è opportuno congegnare meccanismi negoziali che ne incentivino l'uso, “evitando per quanto possibile, ad es., di sottoporre il trasferimento a condizione, ciò che imporrebbe alle parti la stipula dei successivi atti di avveramento o mancato avveramento, con conseguente aumento dei costi e aggravio del procedimento negoziale”.

La previsione di una clausola risolutiva espressa sembrerebbe, in detto contesto, la soluzione più agevole, “in quanto - laddove la verifica ipotecaria dia esito negativo - evita la stipula di ulteriori atti”.

Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Masaf: aiuti alle imprese di pesca per il fermo obbligatorio 2023

04/04/2025

Bonus nido 2025: ricevuta di pagamento in luogo della fattura, quando?

04/04/2025

Incentivi contributivi a tempo e in scadenza: 3 su 10 sono operativi

04/04/2025

ISEE 2025 e nuovo modello DSU, le istruzioni Inps

04/04/2025

Cessione di terreno da privato: soggettività IVA se l'attività è economica

04/04/2025

Corte UE: ok a praticantato forense presso avvocato stabilito in altro Paese UE

04/04/2025

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy