Colonnine di ricarica, le regole per il contributo

Pubblicato il 04 novembre 2021

Nuove risorse per l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Con l’articolo 74, comma 3 del D.L. 104/2020 convertito, infatti, il legislatore ha istituito un fondo (pari a di 90 milioni di euro) a sostegno dei titolari di partita Iva che procedono ad installare infrastrutture per la ricarica di veicoli, demandando ad apposito decreto del Ministero della Transizione Ecologica l’attuazione delle misure agevolative.

Con il D.M. 25 agosto 2021, recentemente pubblicato in gazzetta ufficiale, il Ministero della Transizione Ecologica ha reso note le disposizioni attuative concernenti appunto la disciplina finalizzata all'erogazione di un contributo diretto a sostenere l'acquisto e l'installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici effettuati da persone fisiche nell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni nonché da soggetti passivi Ires. Possono, pertanto, beneficiare del contributo in esame le imprese ed i professionisti che, sia alla data della concessione che alla data di erogazione del contributo, risultino in possesso dei requisiti espressamente elencati nel decreto attuativo.

Il contributo è concesso, mei limiti stabiliti dal regolamento de minimis, nella misura pari al 40% delle spese ammissibili. Tuttavia, i beneficiari del contributo devono impegnarsi a mantenere nei cinque anni successivi alla data di erogazione del contributo l’infrastruttura di ricarica. Sarà, in ogni caso, un ulteriore provvedimento del ministero della Transizione ecologica a definire i modelli di domanda, i termini di presentazione e di erogazione dei contributi nonché l'ulteriore documentazione che occorre presentare. Alla domanda dovrà essere allegata la descrizione dell'investimento che il soggetto beneficiario intende effettuare con l'indicazione dei risultati attesi a seguito dello stesso investimento. Entro 120 giorni dal termine di presentazione delle domande, il Ministero procede alla concessione dei contributi nel rispetto dell'ordine “cronologico” di ricezione delle domande. Nel caso di insussistenza dei requisiti di ammissibilità al beneficio, il Ministero comunica i motivi ostativi all'accoglimento della domanda.

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