Cassazione: giudizi penali di legittimità dopo misure emergenziali

Pubblicato il 25 marzo 2020

La Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, ha messo a punto una Relazione (n. 34/2020) sulle ricadute del Decreto “Cura Italia (n. 18/2020) rispetto ai giudizi penali di legittimità.

Nelle premesse dell’elaborato, viene fatto presente che i provvedimenti normativi emanati in relazione all’emergenza sanitaria da Coronavirus – e segnatamente i DL n. 11/2020 e n. 18/2020 - abbiano carattere generale e si applichino ai procedimenti penali pendenti in ogni stato e grado.

In questi testi non è stata fornita una disciplina di dettaglio che tenga in considerazione le peculiarità del giudizio di legittimità: da qui l’inevitabile difficoltà di applicare disposizioni in gran parte pensate con per i processi di merito anche ai procedimenti dinanzi alla Corte di Cassazione.

Dall’Ufficio del Massimario giunge, così, una disamina sulle “ricadute immediate sul giudizio di legittimità”, per quel che concerne il differimento delle udienze, i limiti e le modalità della trattazione dei procedimenti indifferibili. Trattati anche la tematica della sospensione della prescrizione e della disciplina dei termini delle misure cautelari e il regime applicabile dopo il 15 aprile 2020.

Relativamente alle udienze, viene ritenuto che le date di rinvio dovranno essere fissate in modo da assicurare “che il termine con computo a ritroso possa essere interamente sfruttato, tenendo conto a tal fine della porzione di esso eventualmente trascorsa al di fuori del periodo di sospensione”.

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