Cassa forense, vicino il debutto per la riforma

Pubblicato il 23 settembre 2008
Alla Cassa forense è stata approvata, venerdì, la riforma della previdenza di categoria, riforma che sarà ora sottoposta al placet dei ministeri di vigilanza. Di seguito le previsioni  contenute nel testo.
Il contributo soggettivo dal 12 % passa  al 13 % con incremento dei minimi. Per i giovani, l'aumento è bilanciato da versamenti dimezzati estesi ai primi cinque anni. Il contributo integrativo viene raddoppiato dal 2 al 4 % mentre debutta la “contribuzione flessibile”, forma di previdenza complementare abbinata alla quota base che alimenta un meccanismo di tipo contributivo. Il contributivo obbligatorio per la “modulare” sarà del 1%, al quale potrà essere aggiunto un versamento volontario sino al 9 %. La vecchiaia verrà elevata fino ad arrivare a 70 anni nel 2027 (con almeno 35 anni di contribuzione). Il momento del ritiro potrà essere anticipato a 65 anni in presenza di 40 anni di contribuzione. In merita all'anzianità, dai 58 attuali si passa a 60 anni nel 2020 con contribuzione che sale da 35 a 40 anni.
Il Cnf, nel frattempo, mira al potenziamento delle scuole forensi a cui verrà dato un ruolo importante nel percorso formativo professionale. Due sono le iniziative presentate il 20 settembre scorso all'assemblea dei coordinatori delle scuole, dal Cnf e dalla Scuola superiore dell'avvocatura. In primo luogo, è stato costituito il Coordinamento centrale delle scuole forensi che agevolerà i collegamenti tra le scuole e tra queste e le scuole superiori. La Scuola superiore dell'avvocatura, in secondo luogo, ha presentato ai rappresentanti delle scuole le linee guida per la formazione iniziale, con l'indicazione di un metodo e di contenuti minimi di formazione.
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