Con l’approvazione del Senato, lo scorso 8 febbraio, della nuova legge processuale civile - ultimo atto della Legislatura appena conclusa – si va a completare la normativa in materia di pignoramenti mobiliari, che era rimasta fuori dalla legge 80 e dalla legge 263 del 2005. La nuova legge, in 22 articoli, riprende il disegno di valorizzare la soggezione esecutiva del patrimonio del debitore condannato ed inadempiente anche attraverso misure induttive, e potenzialmente coercitive, verso la sua persona. Finora, l’Italia era fra i pochissimi ordinamenti che consideravano un giudicato di condanna incapace di costringere il debitore a rilevare quali fossero i suoi beni, al fine di agevolarne il doveroso pignoramento. La nuova norma segna una svolta: è l’inizio di una vera e propria inversione di tendenza che eviterà ai vincitori di lunghi e costosi processi di dovere transigere, nella misura di 1/5 o 1/10, i loro accertati crediti pur di potere riscuotere parte di quanto dovuto.
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