Società non quotate, Ias in vista

Pubblicato il 02 agosto 2006

La direttiva 2003/51/Ce è destinata a permeare ogni livello della contabilità italiana, dato che condizionerà profondamente il Codice civile. Le sue regole viaggeranno all’indirizzo delle quotate e delle piccole società, dove trova spazio una terza via al bilancio: tra la forma abbreviata e la forma completa, il battesimo dei conti ad hoc per le piccole e medie imprese (il bilancio delle Pmi). E’ quanto prevede lo schema di recepimento della direttiva, reso noto ieri da una commissione mista Oic-Giustizia, che nei prossimi mesi (al Governo resta tempo sino a settembre) dovrebbe concludere l’operazione di adeguamento alla contabilità europea. Nel nostro Codice civile s'inseriscono gl’interventi per introdurre nell’ordinamento italiano i due principi chiave degli Ias/Ifrs: quello della “prevalenza della sostanza sulla forma”  e il “fair value”.  Tra le disposizioni obbligatoriamente da recepire, quelle sul bilancio consolidato, stante la previsione della direttiva sull’eliminazione dell’obbligo di escludere dal consolidamento le imprese la cui attività abbia caratteristiche che contrastino con la rappresentazione “veritiera e corretta” della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo (articolo 28 del Dlgs 127/91, decreto governativo di recepimento). I chiarimenti sui conti semestrali 2006, redatti sulla base dei principi contabili internazionali, giungono dalla Consob con la comunicazione del 28 luglio, che, particolarmente, diffonde delucidazioni sull’informativa da fornire nei bilanci delle quotate.

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