Ramo d'azienda, cessione con stima veritiera
Pubblicato il 23 aprile 2014
La
carenza di una adeguata motivazione alla cessione del ramo d'azienda non determina, di per sé, l'illegittimità dell'operazione.
Sulla base di questo assunto la Corte di cassazione – sentenza n.
9090 del 22 aprile 2014 – ha confermato la decisione con cui i giudici di merito avevano respinto il ricorso di alcuni lavoratori volto all'annullamento della cessione di un ramo d'azienda dell'impresa di cui gli stessi erano dipendenti.
La cessione del ramo in perdita avrebbe meritato l'annullamento – sottolinea la Corte – nel caso, ad esempio, in cui la stima del valore del settore oggetto dell'operazione fosse stata inveritiera ma non esclusivamente perché fosse carente di motivazione.