Con sentenza n. 86/2009, la Consulta ha operato una piena equiparazione tra figli naturali e legittimi, continuando, tuttavia, a considerare su due piani diversi la famiglia di fatto e quella fondata sul matrimonio; la Corte, in particolare, ha negato alla convivente del lavoratore deceduto per infortunio il diritto a percepire dall'Inail il 50% della retribuzione dello stesso come invece espressamente riconosciuto dalla legge al coniuge superstite. Contestualmente, la pronuncia riconosce, altresì, che al figlio naturale del lavoratore deceduto e della convivente vada corrisposto il 40% della retribuzione del padre, e non il 20% previsto dalla legge per ciascun figlio, in considerazione del fatto che il figlio naturale non può godere di quel plus di assistenza che deriva dall'attribuzione al genitore superstite del 50% della rendita.
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