Modello EAS per comunicare le variazioni intervenute nel 2018

Pubblicato il 26 marzo 2019

A breve la scadenza dei termini per la presentazione del Modello EAS da parte degli enti associativi - ai fini dell’esenzione dall’imponibilità fiscale prevista per le associazioni del mondo no profit - per rendere note le variazioni intervenute nel corso del 2018, per le quali è obbligatoria la relativa comunicazione.

Il Modello deve essere presentato entro il 1° aprile 2019.

Cosa è il Modello EAS

Si ricorda che il "Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi" è stato introdotto con l’articolo 30 del Dl n. 185/2008, per tutti gli enti non commerciali di natura associativa, quale condizione essenziale per poter fruire delle agevolazioni fiscali previste dagli articoli 148 Tuir e 4 del DPR 633/72, a patto che l’ente sia realmente non commerciale e lo possa dimostrare nel concreto, realizzando quanto previsto nelle clausole del proprio statuto, che deve obbligatoriamente contenere le disposizioni indicate nel comma 8 dell’art. 148 del Tuir.

Scadenze per l’invio del Modello EAS

Il Modello EAS deve essere presentato nelle seguenti ipotesi:

Pertanto, per le variazioni dei dati precedentemente comunicati, che sono intervenute nel corso del 2018, il termine ultimo di presentazione del suddetto modello è il 31 marzo. Cadendo di domenica, il termine slitta a lunedì 1° aprile 2019.

Modello EAS, cosa comunicare e cosa no

Non tutte le variazioni vanno comunicate. Bisogna distinguere tra due tipologie di modifiche:

La presentazione di un nuovo Modello EAS non è obbligatoria nei seguenti casi:

Modello EAS come va inviato

Il Modello EAS va inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediario abilitato, completo di tutti i dati richiesti compresi quelli che non hanno subìto variazioni.

Nel caso in cui ci si avvalga di un intermediario abilitato, l’incaricato rilascia al contribuente:

E' possibile utilizzare il software messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, chiamato “Modello EAS”.

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