L’Iva alza il gettito a 122 miliardi

Pubblicato il 03 febbraio 2008

Dall’Ufficio studi dell’agenzia delle Entrate è stata rilasciata la ormai consueta analisi sulla dinamica del gettito complessivo dell’Imposta sul valore aggiunto. Il bilancio del quarto trimestre 2007 e il consuntivo per lo stesso anno hanno evidenziato risultati decisamente positivi e, soprattutto, in linea con le aspettative del Fisco. Per il 2007, infatti, il gettito complessivo dell’imposta si è attestato a 122 miliardi di euro, in crescita del 5,3% rispetto al 2006, quando il valore si era fermato a 116 miliardi di euro. Tuttavia, rispetto all’anno precedente la crescita ha evidenziato una minore intensità, a causa in parte anche degli effetti legati alla crisi energetica. Dall’Agenzia fanno, comunque, notare che tutte le componenti dell’Iva “presentano variazioni verso l’alto”, a cui nel quarto trimestre ha contribuito soprattutto l’acconto di dicembre che solitamente rappresenta il grande raccolto annuale. Solo negli ultimi tre mesi dell’anno scorso, infatti, sono entrati nelle casse del Fisco circa 41 miliardi di euro, valore quest’ultimo in crescita del 4,4% rispetto al 2006. Secondo le stime, questo andamento dovrebbe continuare anche nel 2008: i primi dati anticipati sul Sole 24-Ore del 30 gennaio evidenziano un aumento del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2007. Un contributo rilevante arriva dalle attività di accertamento messa in atto dall’Amministrazione finanziaria: solo nel 2006, i controlli hanno segnato un gettito di 1.430 miliardi di euro, in crescita del 50,4% rispetto al 2006.    

“Nella lotta all’evasione lo scambio di informazioni acquista un grande significato perché diventa il criterio per fondare la distinzione tra paradisi fiscale e non, tra Paesi inseriti nella black o nella white list”. Questo è stato il primo insegnamento che hanno ricevuto gli allievi ufficiali della Gdf, che hanno preso parte alla lezione inaugurale dell’anno accademico sulla cooperazione fiscale tra Stati. L’Obiettivo oggi è quello di cercare di frenare il più possibile gli illeciti transnazionali.

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