Il Fisco cerca i crediti nascosti

Pubblicato il 03 novembre 2006

Con le modifiche che entreranno in vigore con la legge di conversione del decreto legge 262/06, ora all’esame del Senato, verrà potenziata l’attuale normativa sulla riscossione coattiva, con nuove regole che si applicheranno sia nei confronti dei contribuenti privati che nei riguardi degli operatori economici (professionisti e imprese) che non abbiano saldato la cartella di pagamento entro sessanta giorni dalla notifica. Già con la manovra d’estate sono aumentante in misura considerevole le informazioni a disposizione degli agenti che operano nella riscossione forzosa dei tributi, tanto che è oggi previsto che i dipendenti della società Riscossione Spa e delle società partecipate possano accedere, se autorizzati, all’anagrafe dei dati bancari e finanziari, in Anagrafe tributaria. Perciò, oltre alla possibilità di acquisire i dati bancari e finanziari del debitore e alla facoltà di attivare, con procedura abbreviata, il pignoramento dello stipendio, sono in arrivo nuove misure sulle richieste di informazioni nei confronti dei terzi debitori del contribuente. Le nuove norme saranno operative a partire dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl 262/06. Gli agenti della riscossione notificano al terzo debitore, con lettera raccomandata, una richiesta di informazioni relative al credito vantato dal contribuente moroso, fissando un termine per la risposta non inferiore a 30 giorni.

 

Le nuove regole in arrivo spostano l’attenzione dal momento dell’accertamento a quello della riscossione, cercando di garantire effettività alla riscossione coattiva. Per tali ragioni, assicurata la permanenza dei beni nel patrimonio del debitore a garanzia delle ragioni dell’agente della riscossione, le nuove misure si dirigono verso l’ampliamento e il potenziamento del pignoramento presso terzi, rendendo più penetrante la fase della ricerca dei crediti e il “blocco” dei pagamenti in favore del creditore/debitore del Fisco. Con questi nuovi poteri, per le Commissioni tributarie si profilano nuovi spazi d’intervento: si delinea una funzione impositiva unitaria mirata a un effettivo recupero, all’interno della quale molte regole diventano comuni tra accertamento e riscossione.

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