Doppio invito a conciliare

Pubblicato il 29 maggio 2008

Si terrà in questi giorni il primo seminario informativo per professionisti sul progetto Conciliamo nato lo scorso marzo nella Corte di Appello di Milano, il cui obbiettivo è quello di guidare gli addetti ai lavori nella conoscenza e nell’utilizzo della conciliazione quale strumento alternativo al giudizio e all’arbitrato delle controversie giuridiche.

Le parti, prima della promozione del giudizio, saranno invitate ad intraprendere un tentativo di conciliazione stragiudiziale usufruendo dei servizi forniti dagli organismi di conciliazione territoriale. L’esortazione sarà poi ripetuta anche nel corso della causa. Gli avvocati e i magistrati avranno il compito di prospettare alle parti la soluzione alternativa offerta dalla conciliazione stragiudiziale.

Il progetto mette a disposizione del soggetto interessato un opuscolo informativo e la lista degli Organismi di conciliazione aderenti. Qualora il cliente acconsenta all’iniziativa il suo legale, anche per il tramite degli organismi di conciliazione, invierà il modulo per l’attivazione del servizio alla controparte che potrà aderire entro quindici giorni dalla ricezione. In caso di riscontro positivo, le parti accederanno alla conciliazione, rivolgendosi all’organismo scelto di comune accordo con o senza l’assistenza dei legali. L’eventuale fallimento della conciliazione verrà evidenziato nel primo atto introduttivo del giudizio. Nel corso del giudizio, il giudice può fissare l’udienza ex art. 185 c.p.c. per esperire il tentativo di “conciliazione giudiziale” oppure può rinviare la causa ad altra udienza in modo da consentire nel frattempo alle parti l’esperimento del tentativo di “conciliazione stragiudiziale” avvalendosi degli organismi di conciliazione che aderiscono alla sperimentazione. Il giudice potrà in ogni caso disporre la comparizione personale delle parti per invitarle ad un tentativo di conciliazione stragiudiziale.

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