di giustizia europea, con due sentenze pronunciate ieri (cause C-53/04 e C-180/04), ha confermato la legittimità della normativa italiana che impedisce, nel settore pubblico, di trasformare la ripetizione di un contratto di lavoro temporaneo in un impiego a tempo indeterminato, prevedendo invece un risarcimento per il lavoratore interessato. I giudici europei hanno chiarito che non è contraria all’ordinamento comunitario una normativa nazionale che escluda, solo nel settore pubblico, la creazione di un rapporto di lavoro indeterminato, anche nel caso di utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato. Ciò che si vuole evitare è, invece, che ci sia un utilizzo abusivo delle ripetizioni di contratto a tempo determinato. In tal caso, il rinnovo “continuato” dà diritto solo ad un risarcimento.
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