Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione, nella sentenza n. 13979 depositata il 15 giugno scorso, hanno concluso che le indicazioni riportate sui buoni postali fanno fede anche nel caso in cui un decreto ministeriale abbia precedentemente modificato le condizioni. In particolare, la difformità tra le prescrizioni ministeriali ed i buoni offerti in sottoscrizione ai richiedenti, deve essere rilevante per eventuali responsabilità interne all’amministrazione ma non può far ritenere oggetto dell’accordo negoziale un contenuto disuguale da quello enunciato nei buoni stessi. Se infatti, a carico dei risparmiatori dovesse essere sopravvenuto un errore dell’amministrazione tale da obbligarli a procedere ad azioni di risarcimento, sarebbero compromesse le esigenze di tutela del risparmio diffuso.
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