La Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) ha ridisegnato la disciplina del credito d’imposta per la ricerca e sviluppo, originariamente introdotto dall'articolo 3 del D.L. n. 145/2013 (decreto “Destinazione Italia”). Quest’ultimo articolo è stato completamente riscritto, e in particolare è stata modificata la misura, la decorrenza e la platea dei beneficiari dell’agevolazione, prevedendo anche una maggiorazione premiale relativamente alle spese relative alla ricerca svolta extra muros, e per quelle relative al personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo.
Fino alla emanazione del decreto del 27 maggio 2015 (pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale” della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 174 del 29 luglio 2015), il suddetto credito d’imposta non aveva trovato ancora concreta applicazione (mancando le disposizioni di attuazione).
Il citato decreto individua, dunque, le disposizioni applicative necessarie per poter dare attuazione al credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, nonché le modalità di verifica e controllo dell’effettività delle spese sostenute a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, le cause di decadenza e di revoca del beneficio, le modalità di restituzione del credito d’imposta indebitamente fruito.
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