I ministri delle Finanze europei, riuniti a Tallin il 15 ed il 16 settembre 2017, non hanno trovato unità di vedute sull’applicabilità di una nuova tassa – Web tax – per le imprese digitali.
Tutti sono consapevoli che occorre trovare una soluzione, visto che le imprese che operano sul web hanno grandi possibilità di eludere il fisco, cercando l’imposizione più favorevole. Però ci sono varie correnti di pensiero.
Nei giorni precedenti la riunione, il ministro Padoan ha sottoscritto una dichiarazione politica congiunta con i colleghi di Germania, Francia e Spagna a sostegno di una iniziativa diretta non a tassare i profitti bensì il fatturato di queste multinazionali digitali; ad essi si sono accodati altri 5 ministri Ue.
Sono tutti concordi che questa sarebbe una soluzione di breve periodo, in attesa di trovare una soluzione di lungo termine. Il tema non è di facile soluzione dato che vi sono problemi politici e tecnici; inoltre, dopo aver trovato il consenso di tutti gli stati Ue, si rende necessario trovare una collaborazione anche a livello internazionale, specialmente con Stati Uniti e Cina.
La prima nazione a sollevare critiche è stata l’Irlanda nel cui territorio sono stanziate molte aziende digitali.
Il presidente di turno della UE ha speigato, alla fine dell’incontro, che i ministri finanziari hanno deciso di trovare una posizione comune nella riunione del prossimo dicembre.
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