Telecamere finte, reato vero

Pubblicato il 02 agosto 2018

Abusa di termini stranieri ai vernissage ma confonde il dress code con il dressage, usa qualche escamotage per essere il più snob dell’entourage, opta per un look vintage anche per la serranda del garage e per darsi un tono pronuncia alla francese pure …strage! Quinto Fabio Massimo Bombardoni è il titolare di una piccola fabbrica di fuochi artificiali e occupa un paio di dipendenti.

A un certo punto, all’interno del luogo di lavoro entrano un ex-artificiere specializzato nel maneggio e nel brillamento di esplosivi e un giovane diplomato con il massimo di voti alla scuola internazionale di negoziazione: si tratta di due innocui ispettori del lavoro, che chiedono al Bombardoni l’autorizzazione all’installazione dell’impianto di videosorveglianza: “Ho montato le telecamere per tutelare il mio ingente patrimonio aziendale – risponde lo scoppiettante titolare – sono in contatto con i migliori consulenti del settore, conosco la normativa a menadito”.

Gli ispettori cercano subito di disinnescare il tracotante ed esplosivo interlocutore; gli fanno notare che l’autorizzazione all’installazione dell’impianto di videosorveglianza va richiesta all’Ispettorato e che non è sufficiente motivare tale istanza con la generica dizione di “sicurezza aziendale” (Ispettorato Nazionale del Lavoro, lettera circolare n. 302 del 18 giugno 2018).

“Cocchi belli, non provocate la detonazione autopropagante del mio alto potenziale”, ribatte il caotico e pirotecnico Bombardoni. E poi, portandosi una mano alla bocca e accentuando il congenito prognatismo mandibolare, prosegue: “Le telecamere sono finte… Non ve l’aspettavate, eh?”.

“Ci spiace deluderla e porre un freno alla messinscena, ma in presenza di dipendenti l’autorizzazione va richiesta anche in caso di telecamere montate esclusivamente a scopo dissuasivo” (art. 4 L. 300/1970; Ispettorato Nazionale del Lavoro, nota 1241 del 2016; in tema di armi giocattolo e reato di pericolo cfr. Cass. pen. Sez. III, 07/04/2016, n. 45198). “I trucchi servono a poco, c’è differenza tra fiction e vita reale – prosegue l’altro – Visto che le piacciono i termini francofoni, abbandoni il maquillage!”.

Le considerazioni espresse sono frutto esclusivo dell’opinione degli autori e non impegnano l’amministrazione di appartenenza

Ogni riferimento a persone esistenti e/o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

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