Detrazioni per figli a carico: istruzioni Inps

Pubblicato il 27 febbraio 2025

Arrivano dall'Inps, con il messaggio n. 698 del 26 febbraio 2025, istruzioni sull'applicazione delle novità fiscali introdotte dall’articolo 1, comma 11, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, in materia di detrazioni per carichi di famiglia di cui all’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Cosa cambia

Con la legge di bilancio 2025 sono state introdotte alcune modifiche rilevanti che impattano in modo significativo sulle detrazioni per figli a carico e per altri familiari.

In particolare, l'articolo 1, comma 11, della legge ha aggiornato l'importo delle detrazioni per figli e ha esteso i benefici anche ad altre categorie di familiari.

Vediamo in dettaglio le principali novità.

Detrazione massima per figli a carico

Una delle modifiche più rilevanti riguarda l'importo delle detrazioni per figli a carico.

La legge di bilancio 2025 ha fissato una detrazione massima di 950 euro per ciascun figlio a carico.

La novità consiste nel fatto che questa detrazione non riguarda solo i figli nati all'interno del matrimonio ma si estende anche ai figli nati fuori dal matrimonio, ai figli adottivi, affiliati o affidati, nonché ai figli del coniuge deceduto, purché conviventi con il coniuge superstite.

Queste modifiche rendono la detrazione più inclusiva, estendendo i benefici a una gamma più ampia di situazioni familiari.

L'importo massimo di 950 euro viene riconosciuto a condizione che il figlio sia effettivamente a carico del contribuente e rispetti le altre condizioni previste dalla legge.

In particolare, la detrazione per figli a carico è legata a limiti reddituali specifici, che vengono definiti annualmente dalla normativa fiscale.

In altre parole, la detrazione è riconosciuta solo ai contribuenti che rientrano all'interno di determinati scaglioni di reddito, che ne stabiliscono l'importo effettivo.

Estensione della detrazione a figli con età tra 21 e 30 anni

Un altro cambiamento significativo è l'estensione della detrazione per figli a carico anche a figli di età compresa tra i 21 e i 30 anni, a condizione che siano conviventi con il contribuente.

Questo significa che i genitori possono beneficiare della detrazione anche se i figli non sono più minorenni, ma rientrano comunque nella fascia di età che va dai 21 ai 30 anni, purché continuino a vivere con il genitore.

Questa modifica è particolarmente rilevante in un contesto in cui molti giovani adulti, a causa delle difficoltà economiche, continuano a risiedere nella casa familiare anche oltre il compimento della maggiore età. In passato, la detrazione per figli a carico veniva riconosciuta solo fino al compimento dei 21 anni.

Con l'introduzione di questa nuova norma, i genitori possono ora continuare a beneficiare della detrazione per un periodo più lungo, fino al compimento del trentesimo anno di età, sempre che il figlio risieda con loro.

Inoltre, la detrazione è mantenuta anche per figli con disabilità, senza limiti di età.

Quindi, i genitori che hanno figli disabili a carico possono continuare a fruire della detrazione, indipendentemente dall’età del figlio, a condizione che la disabilità sia accertata ai sensi dell'articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Questo rappresenta un importante supporto fiscale per le famiglie che si trovano ad affrontare le spese per il sostentamento e le cure di un figlio con disabilità.

Detrazioni per ascendenti conviventi: nuovo beneficio da 750 euro

Oltre alle modifiche riguardanti i figli a carico, la legge di bilancio 2025 ha introdotto anche un'importante novità per i familiari non immediatamente diretti, ma che comunque contribuiscono al nucleo familiare del contribuente. In particolare, è stata prevista una detrazione di 750 euro per ciascun ascendente convivente con il contribuente.

Questa detrazione riguarda gli ascendenti diretti, come genitori e nonni, che vivono sotto lo stesso tetto del contribuente.

Tuttavia, questa detrazione non è automatica ma deve essere ripartita tra i soggetti aventi diritto, in base alla loro condizione di convivenza con il contribuente.

Ciò significa che se più di un familiare ha diritto alla detrazione per lo stesso ascendente convivente, l'importo di 750 euro sarà distribuito tra tutti i soggetti aventi diritto, in proporzione alla loro effettiva partecipazione al mantenimento del familiare a carico.

Questa modifica riflette l'attenzione crescente verso la condizione delle famiglie in cui gli anziani o altri familiari non autosufficienti vivono con i propri figli o nipoti, e si inserisce in un contesto normativo che cerca di offrire un supporto alle famiglie che si occupano di soggetti vulnerabili, come gli anziani.

Limitazioni

Con l’aggiornamento normativo, le detrazioni per carichi di famiglia non sono più applicabili ai familiari che risiedono all'estero.

Questo cambiamento è stato formalizzato nell'articolo 12, comma 2-bis del TUIR, aggiunto dalla legge di bilancio 2025.

In passato, molti contribuenti che vivevano al di fuori dei confini italiani, ma che avevano familiari a carico residenti all’estero, potevano comunque usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla normativa nazionale.

A partire dal 2025, le detrazioni per carichi di famiglia sono limitate ai casi in cui i familiari siano residenti in Italia o in paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE).

Contribuenti non residenti nell'Unione Europea e Spazio Economico Europeo

Le modifiche previste dalla Legge di Bilancio 2025 stabiliscono che solo i non residenti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo (SEE) che dichiarano un familiare a carico residente all’estero possono avere diritto alle detrazioni, ma a condizione che tale familiare non risieda in paesi non aderenti a tali accordi.

In altre parole, i contribuenti italiani che vivono in paesi appartenenti all’UE o allo SEE continueranno a poter fruire delle detrazioni per i familiari residenti all’estero, ma con delle limitazioni rispetto ai paesi fuori da questi ambiti giuridici ed economici.

Questa modifica è stata introdotta con l’obiettivo di uniformare le politiche fiscali italiane agli standard europei e di evitare che le detrazioni fiscali vengano utilizzate in modo improprio per familiari che non sono effettivamente a carico del contribuente secondo le definizioni previste dalla normativa italiana.

L’intento della legge è quello di garantire che le detrazioni vengano applicate solo nei casi in cui i familiari siano effettivamente legati al contribuente da un rapporto di sostegno economico che rispetti le norme italiane.

Adeguamenti del sistema Inps

Per adeguarsi alle nuove disposizioni normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, l’Inps ha effettuato modifiche significative al proprio sistema informatico, specificamente al sistema delle "Detrazioni Unificate". 

L’Inps ha azzerato le detrazioni non spettanti, annullando quelle per figli che hanno superato i 30 anni senza disabilità e per altri familiari non a carico, in modo da riflettere correttamente le nuove disposizioni legislative. Inoltre, il sistema è stato aggiornato per permettere ai contribuenti di dichiarare la condizione di ascendente convivente.

L’adeguamento del sistema permette anche di rivedere automaticamente le detrazioni per i contribuenti, evitando errori e garantendo che vengano applicate correttamente. In pratica, l’INPS ha implementato un sistema che permette di verificare la validità delle detrazioni dichiarate e di aggiornarle in tempo reale in base alle nuove norme, assicurandosi che solo i contribuenti che soddisfano i requisiti possano beneficiare delle agevolazioni.

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