Al lavoro durante la malattia

Pubblicato il 05 luglio 2018

Valerio Valetudinari è dipendente di un’azienda che opera nel settore manifatturiero degli arredamenti per la casa, ma sembra più esperto in certificazioni mediche che in cassettiere, chaise longue e librerie.

In effetti è spesso ammalato quando c’è il picco dell’influenza stagionale nonché affetto da ricorrenti e destabilizzanti riniti allergiche; oltretutto le malattie esantematiche non lo hanno colpito da bambino, ma sempre nel bel mezzo dell’attività lavorativa, per non parlare dei ripetuti colpi della strega interrotti solo da insopportabili cefalee a grappolo.

Ormai, anche la conseguente richiesta di visita fiscale da parte del datore di lavoro è diventata una specie di liturgia … Ma questa volta è diverso. Il cagionevole Valerio, che abita sopra al negozio di frutta e verdura della sua famiglia, viene beccato dal medico dell’INPS, nelle fasce di reperibilità, a sistemare le cassette di mele: “Smentito il detto che una mela al giorno toglie il medico di torno – sentenzia il sanitario dell’istituto previdenziale – Lei stava lavorando, questa sì che è una brutta grana, mi perdoni, una sorta di… mela grana!”.

Il datore di lavoro vuole andare fino in fondo e si rivolge agli ispettori del lavoro, i quali spiegano che anche recentemente la giurisprudenza ha analizzato la questione (Corte di Cassazione, Sezione lavoro, con sentenza n. 6047 del 13/03/2018). “Se vuole licenziare il suo dipendente, le consiglio di memorizzare quanto segue”, spiega un ispettore.

“Acquisisca lecitamente, mediante procedura di accesso agli atti, la documentazione comprovante il tipo di malattia refertata e le risultanze mediche rese dai servizi ispettivi – incalza e prosegue un altro ispettore – Sottoponga la documentazione alla valutazione di organi e soggetti che abbiano legittimamente le competenze per formulare, alla luce di tutte le circostanze fattuali del caso, un giudizio causale sul carattere o meno fraudolento della malattia ovvero sull’idoneità dell’attività lavorativa a pregiudicare o ritardare la guarigione del lavoratore; adotti…”.

“Lasciamo perdere! – interrompe bruscamente gli ispettori il datore di lavoro – Stavo prendendo appunti, ma mi avete fatto scoppiare un’emicrania fortissima, mi sa che ora mi metto in malattia!”.

Le considerazioni espresse sono frutto esclusivo dell’opinione degli autori e non impegnano l’amministrazione di appartenenza

Ogni riferimento a persone esistenti e/o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

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