Niente condanna per bancarotta nei confronti dell'imprenditore che preleva prima del rendiconto

Pubblicato il 03 ottobre 2009
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 38529 del 2 ottobre 2009, ha annullato, con rinvio, la condanna per bancarotta impartita dai giudici di merito nei confronti di un imprenditore di Trieste che, con il parere favorevole degli altri soci, aveva fatto alcuni sostanziosi prelievi dal conto della società, prima che venisse approvato il rendiconto. La società era poi fallita e, conseguentemente, ne era scaturita la denuncia dell'uomo per bancarotta. I giudici di legittimità, in particolare, hanno sottolineato che, in presenza di un accordo con gli altri soci, come nel caso di specie, il prelievo è da considerare legittimo. In questi casi, il denaro ricavato e prelevato dall'imprenditore, costituisce pur sempre un utile per la società. Conseguentemente, spiega la Corte, “appare arduo ritenere che il prelevamento di una somma, che costituisca pacificamente un utile, prima della approvazione del rendiconto costituisca una distrazione, posto che l'art. 2262 mira a garantire una parità di trattamento tra soci e non la integrità del patrimonio sociale, posto a garanzia dei creditori, non potendosi ritenere che la ripartizione degli utili ponga a rischio l'integrità patrimoniale della società in nome collettivo”.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

CCNL Porti - Accordo di rinnovo del 18/11/2024

22/11/2024

CCNL Comunicazione artigianato - Ipotesi di accordo del 18/11/2024

22/11/2024

Ccnl Porti. Rinnovo

22/11/2024

Comunicazione artigianato. Rinnovo

22/11/2024

CCNL Terziario Confesercenti - Accordo integrativo del 4/11/2024

22/11/2024

Società di ingegneria: validi i contratti con soggetti privati post 1997

22/11/2024

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy