Anm sulla riforma giustizia: interventi contenuti e, in parte, frutto di compromesso

Pubblicato il 10 settembre 2014 Secondo i magistrati dell'Anm, le iniziative di riforma del sistema Giustizia annunciate dal Governo consistono, ad una prima analisi, “in interventi contenuti e sono in parte frutto di compromesso”.

Per i giudici dell'associazione, gli interventi non toccherebbero il tema centrale delle risorse, quello che condiziona in larga misura l’efficienza della macchina giudiziaria, e sono destinati a produrre risultati assai inferiori alle attese.

Per quel che riguarda il settore civile, l’introduzione di strumenti tesi a promuovere la composizione stragiudiziale delle liti è, a parere dei giudici dell'associazione, in linea di massima una novità “positiva” anche se detti interventi rischiano di essere “poco efficaci se lasciati all’iniziativa volontaria delle parti, gravati di maggiori oneri economici e non assistiti da forti incentivi e da sanzioni che scoraggino cause manifestamente infondate”.

E' nell'ambito penale, poi, che i disegni di riforma ottengono maggiori critiche dall'Anm. In particolare, l’annunciata modifica della prescrizione, si risolverebbe solo “nella debole scelta di introdurre due nuove ipotesi di sospensione temporanea ed eventuale del suo decorso”.

Con riferimento ai nuovi reati di falso in bilancio e di autoriciclaggio, i giudici sono preoccupati per le “pressioni di cui danno conto i mezzi di informazione”, e al rischio che venga realizzata “una riforma di facciata, a fronte di un’emergenza del Paese costituita dalla corruzione e dalla criminalità organizzata ed economica”.

Gli interventi di natura ordinamentale, inoltre, apparirebbero come il prodotto di un approccio molto superficiale.

La riduzione delle ferie dei magistrati, decisa senza alcun previo confronto con la magistratura, costituirebbe, infine, un “grave insulto non per l’intervento in se stesso ma per il metodo usato e per il significato che esso esprime”.
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